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Nei territori colpiti dal sisma si torna a camminare

Pubblicato il 02/09/2017   
A Gubbio 80 giornalisti per parlare di pellegrini nei territori dopo le emergenze
Arrivano segnali positivi dai grandi cammini italiani, francescani, benedettini e dalla via Francigena. E’ quanto è emerso nel corso del dodicesimo Forum dell’informazione per la Custodia del Creato, che si tiene fino a stasera a Gubbio. «Sui grandi cammini francescani e benedettini, e sulla via Francigena, si rileva una crescita quantitativa e qualitativa che, l’anno scorso in occasione dell’Anno dei Cammini d’Italia, ha raggiunto un aumento con punte del 50-60%» ha detto Paolo Piacentini di Federtrek. «Da alcune indagini condotte, risulta un Paese profondamente attrattivo dal punto di vista del paesaggio, chi cammina da noi viene soprattutto per scoprire storia, cultura e paesaggio agrario». Resta molto da fare sulle manutenzioni fronte dell’accoglienza dei pellegrini. «Un giovane di 18 anni con uno zaino in spalla avrà più difficoltà sui sentieri italiani, rispetto alle spese più basse che sostiene sul Cammino di Santiago» dove può dormire con pochi euro.
Anche dalla Via Di Francesco, nel tratto umbro del collega La Verna, Assisi e Roma, arrivano segnali positivi. «Nella prima parte del 2017 sono cresciute del 30% le credenziali del pellegrino registrate ad Assisi, un segnale importante dopo il sisma del 2016» ha detto a margine del Forum Greenaccord Chiara dall’Aglio di Sviluppumbria, agenzia regionale per lo sviluppo economico dell'Umbria.