Eremo di Buonriposo

 

A circa quattro chilometri da Città di Castello, sul monte Citerone, nascosto dietro il colle di Sant’Angiolino, alla destra del Tevere, troviamo il Convento del Buonriposo che deve il suo nome proprio al fatto che qui san Francesco vi trova tranquillità e pace.
Nelle sue peregrinazioni verso La Verna, il Santo, infatti, era solito ritirarsi in questo luogo isolato, adatto alla preghiera e alla vita contemplativa e costituito allora da alcune grotte naturali.

Nel 1213, Francesco ottiene da Cristiano Guelfucci una cappellina con circostante orto, dove si stabiliscono i frati minori. Al primitivo romitaggio di Buonriposo, successivamente vengono aggiunti convento e chiesa, i quali, però, con la soppressione italica, saranno chiusi e venduti a privati.

E’ ancora intatta e visibile la chiesetta povera con l’altare e il coro, d’una semplicità tutta francescana, la stanza del Santo, il refettorio, il minuscolo chiostro e la Grotta del Diavolo, in cui Francesco, in preghiera, sarebbe stato ripetutamente tentato da apparizioni demoniache.

Toccante l'episodio, avvenuto nel 1224, poco tempo dopo l'impressione delle Stimmate, che narra come Francesco, accolto festosamente dal popolo, cerca invano di nascondere le gloriose piaghe “per fuggire ogni occasione di gloria mondana”.
 
Il luogo è di proprietà privata, ma è visitabile su prenotazione: Andrea Coltellini (custode) 335 5407782 - andreacoltellini@hotmail.it 

Fonti Francescane

Francesco vuole nascondere le Stimmate